Acne
Cos’è l’acne?
L’acne è un disturbo della pelle caratterizzato da un’infiammazione dei follicoli piliferi. Essa si forma quando un eccesso di sebo misto a cellule cutanee morte e batteri ostruiscono i follicoli piliferi impedendo al sebo di uscire attraverso i pori. Il follicolo ostruito facilita la moltiplicazione dei batteri che causano infiammazione e l’infezione, provocano quindi l’eruzione cutanea. L’acne è una patologia ad origine multifattoriale con una prevalenza molto alta nella popolazione giovanile (con incidenza maggiore nei maschi), periodo in cui l’immagine corporea rappresenta un biglietto da visita importante per la vita di relazione. Le aree più frequentemente interessate sono il volto, il dorso e il torace. Essa può insorgere e perdurare anche in età adulta. Nei pazienti più giovani le lesioni sono più frequentemente presenti a livello del volto, interessando fronte, guance e mento. In età più matura, invece, le lesioni si localizzano preferenzialmente a livello della regione periorale nelle donne e a livello del tronco negli uomini. L’acne comedonica è una manifestazione fisiologica tipica dell’adolescenza, nella fascia di età compresa tra gli 13 e i 20 anni, in cui i cambiamenti ormonali, in particolare l’aumento della secrezione di androgeni come il testosterone (per questo i maschi sono i soggetti più colpiti), determina squilibri nell’intero organismo. In genere è più pronunciata sulla fronte, naso e regioni limitrofe, mento. I comedoni si definiscono chiusi (punti bianchi) o aperti (punti neri).Le papule, visibili superficie cutanea, si presentano arrossate, solide e tese. Ad esse di norma si associa seborrea con aspetto spiccatamente lucido della cute del viso

Classificazione acne
L’acne può essere classificata in:
o lieve se si manifesta con pochi brufoli e in maniera occasionale;
o moderata con la manifestazione delle papule infiammatorie;
o grave con la presenza di noduli e cisti.
Il trattamento per la cura dell’acne dipende quindi dallo stato di gravità della situazione.

Acne cause
I principali meccanismi che influenzano la sua insorgenza ed evoluzione sono rappresentati da:

aumentata attività delle ghiandole sebacee (seborrea).
disturbo di cheratinizzazione.
aumentata proliferazione del Propionibacterium acnes.
infiammazione.
Fluttuazione dei livelli ormonali nel periodo delle mestruazioni (donne).
Manipolazione delle lesioni dell’acne.

Acne, come curarla?
Terapie mediche e comportamentali
Nei casi più gravi, occorre trattare l’acne con rimedi farmacologici, seguendo scrupolosamente le indicazioni del medico. Inoltre è bene conoscere alcune norme comportamentali che possono aiutare a ridurre la sintomatologia o a prevenirla.
Prodotti farmaceutici per curare l’acne.
I farmaci da utilizzare per l’acne vanno somministrati esclusivamente dal medico dopo attenta valutazione dei sintomi e delle possibili cause.
Quelli maggiormente usati sono:

Ormoni: si utilizzano soprattutto nelle donne mediante pillola anticoncezionale (a base di estrogeno e progesterone) per regolare i livelli ormonali e ristabilire un equilibrio.
Retinoidi: sono farmaci, derivati dalla vitamina A, abbastanza aggressivi che si usano per via topica (si applicano cioè localmente sottoforma di pomata o crema) e il cui funzionamento è quello di regolare la crescita ed il differenziamento delle cellule epiteliali. Quelli più utilizzati sono isotretinoina, acido retinoico e retinale.
Antibiotici: vengono utilizzati per il trattamento delle infezioni legate all’acne e causate dal Propionibacterium acnis. Quelli maggiormente in uso sono eritromicina, metronidaziolo e clindamicina, solitamente si somministrano applicandoli direttamente sulle lesioni sottoforma di crema o pomata.
Antimicrobici: vengono utilizzati come alternativa agli antibiotici per evitare il fenomeno dell’antibiotico – resistenza da parte dei batteri. Quelli più utilizzati sono benzoile perossido e acido azelaico, entrambi si usano sottoforma di crema da applicare localmente.

Come prevenire la formazione dei comedoni?
Solitamente l’acne comedonica è una patologia che si risolve con il passare dell’età. Vi sono tuttavia precauzioni che ci possono aiutare a prevenire la formazione dei comedoni e dei brufoli oppure a velocizzare il processo di guarigione.
Si consiglia di:

Seguire un’alimentazione sana prediligendo alimenti come frutta e verdura, ricchi di antiossidanti e vitamine, cereali integrali, legumi, pesce azzurro, ricco di omega 3 e omega 6 e semi di lino che aiutano a mantenere sana la pelle. Evitare invece tutti gli alimenti che possono aumentare lo stato di invecchiamento della pelle come i cibi grassi ed elaborati, i fritti, gli alimenti raffinati e l’alcol.
Evitare di esporsi al sole, difatti l’esposizione ai raggi UV è una delle cause e pertanto può aggravare il problema, se già esistente, o favorirne la comparsa.
Lavare la pelle in maniera delicata, senza frizionare troppo ed utilizzare detergenti naturali, poco aggressivi, ed adatti per il trattamento delle pelli con acne.
Evitare di lavare la pelle troppo o troppo spesso, poichè un eccesso di pulizia potrebbe determinare un aggravamento dell’infiammazione a causa della perdita del film lipidico naturale che si trova al di sopra della pelle.
Evitare di spremere, grattare, schiacciare o strofinare brufoli e punti neri, per non causare ulteriori infezioni e scongiurare le cicatrici.
Utilizzare prodotti dermatologicamente testati per il trucco e pulire la pelle con prodotti adatti e non aggressivi.
Contenere lo stress. Ci si può dedicare per esempio a sedute di yoga, pilates o training autogeno per imparare a gestire ansia e stress.
Lavare spesso le federe dei cuscini per rimuovere impurità e batteri e cambiarle almeno 2 – 3 volte a settimana.

Quale trattamento consigliamo?
Le formulazioni topiche più frequentemente utilizzate includono potenti agenti cheratolitici, come iretinoidi topici, l’acido salicilico e l’acido azelaico ed agenti antimicrobici come il benzoil perossido e gli antibiotici topici. Nelle forme lievi di acne con prevalenza di lesioni non infiammatorie il trattamento più indicato è quello topico ed è costituito dai cosiddetti agenti cheratolitici, il cui target principale è costituito dal disturbo di cheratinizzazione. I retinoidi topici rappresentano i farmaci di prima scelta; a questi, qualora siano presenti anche lesioni infiammatorie (papule epustole),puòessere associato un antimicrobico topico.
Gli antimicrobici topici (benzoil perossido e gli antibiotici topici) sono più comunemente utilizzati nel trattamento dell’acne lieve e intermedia. Il benzoil perossido è un potente battericida la cui efficacia nella terapia dell’acne è nota da tempo. Il suo meccanismo d’azione di tipo antibatterico è primariamente legato ad una potente attività ossidante. All’azione antimicrobica diretta si associano quella anti-comedogenica ed antinfiammatoria, meno rilevanti rispetto alla prima, legate alla diminuita densità follicolare del P. acnes ed alla ridotta produzione di acidi grassi liberi (del 40% circa) e di molecole pro infiammatorie. Il benzoil perossido è disponibile in diverse concentrazioni (1-5 al 10%) ed in diverse formulazioni, che includono creme, soluzioni e gel. Gli effetti collaterali più comuni sono rappresentati dalle dermatiti irritative, dalla secchezza cutanea (dose-dipendenti), dalla depigmentazione e, solo occasionalmente, da dermatiti allergiche da contatto. Gli antibiotici topici, il cui impiego nella terapia dell’acne è stato introdotto più di vent’anni fa, rappresentano insieme al benzoil perossido e all’acido azelaico i farmaci di prima scelta nel trattamento delle forme di acne lieve papulo-pustolosa. La clindamicina e l’eritromicina sono gli antibiotici topici più comunemente utilizzati nel trattamento dell’acne papulo-pustolosa di grado lieve. L’utilizzo degli antibiotici topici può associarsi ad effetti collaterali irritativi o allergici sotto forma di eritema, esfoliazione, prurito e secchezza cutanea; particolare attenzione va però rivolta alla possibile insorgenza di una resistenza batterica. Per tale motivo il trattamento dell’acne con antibiotici topici dovrebbe essere limitato ad un periodo di 6-8 settimane e, soprattutto, questi prodotti non dovrebbero essere utilizzati in monoterapia. L’applicazione di eritromicina e clindamicina, dovrebbe essere associata a quella di formulazioni topiche a base di retinoidi, acido azelaico (acido azelaico 15% e clindamicina 1%) e benzoil perossido (clindamicina 1% e benzoil perossido 5%), nel tentativo di incrementare l’efficacia del trattamento, accelerare i tempi di guarigione e ridurre il rischio di effetti collaterali. Non va, infine, trascurata la terapia di mantenimento dell’acne, che ha lo scopo di evitare delle recidive e nella quale trovano indicazione i retinoidi topici, eventualmente da associare al benzoil perossido.

Quando devo rivolgermi al medico?
Consultare il medico se la vostra acne resta molto diffusa nonostante il trattamento in corso a base di prodotti topici. In questo caso è necessario richiedere il consiglio di un dermatologo professionista che vi consiglierà un trattamento più intensivo a base di farmaci con prescrizione medica.
Buone abitudini

Lavare la pelle con dei detergenti delicati è un aspetto essenziale perché aiuta a rimuovere gli acidi grassi in eccesso e le cellule morte della pelle che possono ostruire i pori
Ricordare di lavarsi dopo ogni allenamento, perché il sudore può ostruire i pori e peggiorare l’acne. Lavare il viso e altre aree con tendenza acneica il più presto possibile se si lavora in ambienti sporchi.
Se si utilizzano prodotti per la pelle, come ad esempio lozioni o trucchi, cercare quelli che sono “non comedogenic” o “non acnegenic”, che non ostruiscono i pori.
Se non è possibile abbandonare i propri spray per capellio styling gel, assicurarsi di tenerli lontano dal viso in quanto nella maggior parte dei casi questi contengono acidi grassi che possono peggiorare l’acne.

Evitare

Il lavaggio eccessivo della pelle che può causare danni come la secchezza della pelle o far irritare maggiormente la zona affetta da acne.
Evitare di indossare vestiti stretti se l’acne si è manifestata su zone come il petto o la schiena per non provocare strofinamenti e irritazione.

Occhio ai cosmetici
I costanti progressi della ricerca in campo dermo-cosmetologico, se da una parte permettono un’ampia possibilità di scelta, dall’altra possono creare notevole incertezza e confusione, poiché, a tutt’oggi, non esiste un approccio cosmetologico standardizzato che tenga presente delle diverse tipologie cutanee (cute seborroica, iper-seborroica, cute di soggetti adulti), come pure delle probabili preferenze individuali. Nel corso dell’ultimo decennio, l’utilizzo di principi attivi inseriti nelle tradizionali formulazioni cosmetiche ha reso necessaria la coniazione del concetto di “cosmeceutico”, per designare una categoria di prodotti da considerare una via di mezzo tra cosmetico, nel senso classico del termine, e farmaco. Il ruolo dei cosmetici nell’acne è stato a lungo dibattuto. Non a caso, la definizione di “acne cosmetica” viene fatta risalire agli inizi degli anni ’70 per descrivere un peculiare quadro clinico riscontrato in giovani donne che facevano uso abituale di cosmetici contenenti sostanze “grasse” e senza precedente storia di acne. Tale forma clinica, è caratterizzata da numerosi micro-comedoni chiusi, localizzati per lo più al mento e alle guance, con rare e occasionali lesioni infiammatorie. I cosmetici idonei per la cute acneica dovrebbero essere non comedogenici, non acnegenici, non allergenici e in grado di eliminare l’eccesso di sebo, non risultando, però, né eccessivamente astringenti né aggressivi

La detersione: consigli utili
La detersione della cute acneica, sebbene spesso sottovalutata, rappresenta una problematica di notevole importanza, cui i pazienti andrebbero correttamente guidati ed educati, al fine di evitare atteggiamenti scorretti e consueti, come per esempio i frequenti lavaggi con detergenti aggressivi, effettuati per rimuovere il sebo dalla cute che determina l’aspetto oleoso/untuoso tipico della pelle acneica. La detersione, infatti, se praticata in maniera impropria (eccessiva frequenza e/o smisurato vigore), può provocare una più rapida e abbondante secrezione sebacea con conseguente peggioramento del quadro clinico, così come un’alterazione del film idrolipidico, cui conseguirebbe un’aumentata sensibilità cutanea alla colonizzazione batterica e agli agenti irritanti, nonché la tendenza alla disidratazione . Tali fattori gravano in modo particolare sulla cute acneica, che, di per sé, si presenta già patologicamente alterata, complicando il decorso della patologia stessa. A tal proposito, va menzionata la cosiddetta “acne detergicans”, quadro clinico caratterizzato dalla coesistenza di comedoni, papule e pustole, verosimilmente dovuto all’eccessivo utilizzo di sostanze “acnegeniche”, e riscontrato per lo più in soggetti che effettuano lavaggi compulsivi . Sulla base di tali considerazioni, si deduce che il detergente ideale per la cute acneica dovrebbe eliminare lo sporco di superficie, il sudore e il sebo senza provocare irritazione e/o xerosi secondarie. Nell’ambito di tali detergenti, quelli comunemente consigliati per l’acne, indipendentemente dalla loro formulazione (liquido, gel, fluido, solido), sono rappresentati dai syndet “saponi non saponi”. Tali prodotti presentano un pH quanto più vicino a quello cutaneo e quindi una toilette più delicata . Per tale motivo i syndet sono preferiti rispetto ai classici “saponi” (sintetizzati mediante il processo di saponificazione) nell’igiene della cute acneica. La scelta del detergente più idoneo andrebbe valutata considerando il quadro clinico e gli eventuali trattamenti farmacologici intercorrenti.

Conclusioni
La gestione terapeutica all’acne nelle sue varie espressioni cliniche è sostanzialmente di tipo farmacologico. Tuttavia, non bisogna dimenticare i numerosi benefici derivanti da un corretto approccio cosmetologico in grado di affiancare sinergicamente le terapie convenzionali e di ottimizzarne l’efficacia riducendone gli eventuali effetti collaterali, contribuendo a migliorare, in tal modo, la compliance del paziente. Nell’ambito di un moderno concetto di medicina olistica, considerata non più come cura, ma anche come prevenzione e benessere psicofisico, il suggerimento da parte del dermatologo di adeguate e opportune indicazioni cosmetologiche appare pertanto di grande importanza.